22 Aprile 2019

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Domenica 7 aprile si è concluso il percorso formativo sulle età della vita

11-04-2019 16:13 - VITA PARROCCHIALE
Con l'anziano, l'uomo della grande sera, domenica 7 aprile scorso, si è concluso il ciclo dei cinque incontri di formazione Le età della vita, che la Pastorale della Cultura San Paolo VI ha organizzato nella parrocchia di Santa Maria Maggiore di Francavilla al Mare, in collaborazione con l'Oratorio San Franco.
Mons. Masciarelli ha ricordato che i temi trattati sono stati scanditi come le ore del giorno, e quindi quella dell'anziano è la sera. Essa non è seguita da un dopo, come le età precedenti, ma nonostante questa nota critica, se si crede nella vita eterna, essa è illuminata, non c'è più il buio della tristezza, del “non futuro”, ma la luce della vita, sempre più densa e colma di cose, uomini e angeli, i compagni “eterni” di cui faremo esperienza. Don Michele, entrato nel tema della serata, ha sottolineato che l'età anziana è caratterizzata dall'umorismo, dalla capacità di sorridere, di vedere il mondo con ironia ma senza cattiveria, nonostante in realtà egli non sia curato, perché l'età adulta, efficiente e produttiva, spesso la trascura e la oscura con i colori sgargianti del superfluo. L'anziano è colui che vive appieno la sapienza della lentezza, del “muro basso” del riposo, perché è il muretto cui ci si appoggia durante una distensiva passeggiata in compagnia. L'anziano vive anche della buona distanza dalle cose del mondo. L'età della sera ha delle caratteristiche. Diversi sensi l'anziano coltiva, il senso del limite: l'anziano è educato alla pacatezza, è solidale e umile, sa bilanciare il moto del desiderio; il senso del distacco dalle cose, dalla materialità, non si fa schiacciare dal possesso, e sa mantenere una sana distanza, segno di sapienza; il senso della gratuità, del rispetto del tempo e dei sani rapporti umani. L'anziano, inoltre, è una risorsa di memoria, è un custode prezioso dell'esperienza, una sapienza prolungata. Il parroco ha sottolineato un altro aspetto di questa preziosa età, la fragilità, di cui San Giovanni Paolo II è stato una icona contemporanea: essa è una caratteristica del cristiano, perché Dio stesso ci ha salvati con la fragilità della Croce (albero senza radici).


Don Michele Giulio Masciarelli tiene l'ultima conferenza sulle età della vita

Infine, don Michele, prima dei saluti finali, ha ricordato, come negli incontri precedenti, l'importanza della comunione tra le età della vita: tutte devono coniugarsi insieme, devono dialogare, devono supportarsi vicendevolmente, senza tollerarsi come fossero un peso insopportabile, ma arricchendosi vivendo il paradigma della convivialità, all'insegna della filosofia neoebraica: “l'altro come me, l'altro prima di me”.

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