12 Dicembre 2018

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Riprendono le attività dell'Oratorio

03-11-2018 10:50 - VITA PARROCCHIALE
Riportiamo il testo inviato dal parroco ai nuovi responsabili dell'Oratorio San Franco in occasione dell'avvio delle attività con il doposcuola e il tesseramento.

Avviato l’Anno catechistico, strutturato il Gruppo Caritas, in via di completamento la composizione del ramo adulto dell’Azione Cattolica, impostato il discorso con la Confraternita “SS. Sacramento”, si avviano le attività dell’Oratorio “San Franco”, dopo aver nominato, comunicando – or non è molto – i loro nomi in chiesa, quali suoi Responsabili:
ROSATI ARIANNIA, Direttrice; PALUCCI ANTONELLA, Vice-Direttrice e Segretaria; DI PECO TIZIANA, Responsabile del Corso di Dopo-scuola; MATRICARDI MARILENA, Responsabile dell’esperienza educativa “Estate Ragazzi” o Grest.
Dopo aver avuto con loro qualche incontro personale per comunicare la mia decisione e due incontri comuni, siamo in grado d’iniziare l’Anno sociale dell’Oratorio con il Dopo-scuola (Pronto-soccorso studentesco) il 5 di questo mese e con il Tesseramento all’Oratorio il 2 Dicembre, con le stesse date dell’anno precedente.
Nel secondo incontro, con le quattro Responsabili, tenutosi nella mia casa di Roccamontepiano, insieme a mio fratello don Angelo, ho cercato di dare delle linee-guida per il lavoro oratoriale che ora s’intraprende e che riassumo così:
1. Grande stima e fiducia in ognuna delle Responsabili scelte;
2. Invito a lavorare in modo sororico, ossia come quattro sorelle, poiché nella chiesa fratellanza e sorellanza, per usare due parole care a papa Francesco, sono espressioni della realtà battesimale;
3. Invito (che ora specifico di più) a lavorare attivando tutte le risorse personali (creatività, praticità, buonsenso, competenze, ecc.) e adottando lo stile sinodale, continuamente riproposto dal Papa, che consiste nell’operare sempre insieme, consigliandosi, coordinandosi, aiutandosi, sostenendosi e incoraggiandosi, mirando soprattutto al servizio da rendere alla comunità;
4. Invito a evitare atteggiamenti autoreferenziali, ancora sulla linea di “chiesa in uscita”, costantemente insistita da papa Francesco, e da lui riproposta mesi orsono, agli iscritti dell’Azione Cattolica Italiana, in occasione del 150° Anniversario della sua fondazione, ai quali ha chiesto di chiudersi morbosamente dentro gli spazi della loro associazione:
«Rimanete aperti – ha detto – alla realtà che vi circonda. Cercate senza timore il dialogo con chi vive accanto a voi, anche con chi la pensa diversamente ma come voi desidera la pace, la giustizia, la fraternità. È nel dialogo che si può progettare un futuro condiviso. È attraverso il dialogo che costruiamo la pace, prendendoci cura di tutti e dialogando con tutti».
Questo saggio consiglio di papa Bergoglio ci aiuterà, di certo, a dedicarci alla concretezza delle iniziative parrocchiali, fra le quali quella educativa è primale. Anche come parrocchia, dobbiamo essere una porzione della “chiesa in uscita” che non si accartoccia su di sé consumando le sue energie nell’angusto spazio dell’autoreferenzialità, da cui – di nuovo – papa Francesco chiama a tenersi lontano perché è sterile e bloccante nell’opera pastorale e missionaria che hanno bisogno di apertura, di orientamento all’agire generoso e disinteressato.
Cominceremo, fra l’altro, a ideare, appena Natale, un sobrio e benpensato Programma formativo, avendo come fonte ispirativa il “Documento finale del Sinodo dei Vescovi sui Giovani, la Fede ed il Discernimento Vocazionale” (27 ottobre 2018), nel quale interessano particolarmente alcune dimensioni della “questione Giovani”: formazione integrale, presenza nella comunità, aspetto vocazionale, missionarietà, sinodalità.
Su quest’ultima parola – sinodalità – vorremo insistere molto non solo per la vita oratoriale, ma anche per quella dell’intera comunità parrocchiale. Essa sembra un nome nuovo della chiesa, ma in verità era praticata molto nel primo millennio cristiano e, da ultimo, possiamo dire che ha forti radici nel Concilio Vaticano II, come ho cercato di dimostrare nel mio ultimo libro, uscito in questi mesi, dopo il mio ingresso in parrocchia (Le radici del Concilio. Per una teologia della sinodalità, Dehoniane, Bologna 2018).
Alla sinodalità, pertanto, dedicheremo una “Panca teologica”, ossia un certo numero di incontri per penetrarne il senso e trovare i buoni modi applicativi alla nostra realtà locale.
Auguro buon lavoro alle Responsabili dell’Oratorio, ora che han preso a far riprendere il suo cammino, incoraggiandole ad avere spirito di servizio, generosità, rispetto reciproco, sapiente sforzo di coordinazione, volontà di lavorare per “la gloria di Dio e la salvezza delle anime”, il secolare principio che la chiesa s’è dato nella sua missione e perfino nel suo ordinamento giuridico. Sia preziosa regola pastorale, per l’Oratorio e per l’intera vita parrocchiale, l’operare “con la mente, le mani e il cuore di tutti”.
Con molto affetto auguro buon lavoro alle quattro brave Responsabili dell’Oratorio, parola bella, questa, che mi evoca la pedagogia di san Giovanni Bosco, a cui mi sono dedicato, qualche anno fa, a livello di studio, pubblicando anche qualcosa su di essa. Vorrò molto amare e aiutare l’Oratorio nella nostra parrocchia, avendo a guida l’aiuto offerto dai Vescovi italiani con la loro Nota pastorale “Il laboratorio dei talenti” sul valore e la missione degli oratori nel contesto dell’educazione alla vita buona del Vangelo (2013); ubbidendo, infine, alle indicazioni e alle sollecitazioni che ci proverranno dagli Uffici pastorali della nostra Arcidiocesi di Chieti-Vasto.

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